CLEANTEX POWER
NO GAS
contro le macchie più difficili
• Azione rapida (10 min prima del lavaggio)
• Efficace su moltissime tipologie di macchia
• Riduce le emissioni di CO2
• Adatto per lavaggio in lavatrice
TRATTAMENTO MIRATO DEI COLLI E POLSINI
NEBULIZZAZIONE AMPIA
PER MACCHIE ESTESE
RISULTATI IMPECCABILI
E TESSUTI MORDI
COME FUNZIONA
Cleantex power no gas si applica circa 10 minuti prima del lavaggio in lavatrice su colli e polsini delle camicie, macchie di caffè, erba, pomodoro cotto, olio cotto, rossetto, pastelli a cera, morchia, lucido da scarpe, grasso, colori a olio, bostik, cera, burro, biro, vernice, resina e brillantina.
MODO D’USO:
- Scegli l’erogazione: abbassa la retina per un getto circoscritto sulla macchia, oppure aprila per una diffusione ampia.
- Spruzza direttamente sul tessuto da trattare.
- Lascia agire 10 minuti e procedi al normale lavaggio. Non lasciare asciugare il prodotto sul tessuto.
Nebulizzazione ampia
Ideale per aree estese e pre-trattamento generale.
Schiuma mirata
Ideale per macchie localizzate e difficili.
Avvertenze per tessuti delicati:
Non utilizzare su lana, seta, pelle e capi lavabili solo a secco.
Per capi colorati o sintetici delicati, verificare la tenuta del colore spruzzando il prodotto su un’area nascosta (es. interno del risvolto) prima dell’uso.
COME RICONOSCERE LE MACCHIE PIU’ COMUNI
derivano da oli e grassi. Sono le più ingannevoli perché sui tessuti scuri inizialmente si notano poco.
- Al tatto lasciano il tessuto morbido ma viscido, quasi trasparente se guardato in controluce. Spesso scuriscono la trama del tessuto. Con il tempo e il calore (es. ferro da stiro), tendono a fissarsi e a ingiallire.
- Esempi tipici: Olio da cucina, burro, trucco (fondotinta, rossetto), maionese, sebo del collo o polsini, sugo di pomodoro condito.
derivano da sostanze organiche e sensibili al calore.
- Se si asciugano o vengono bagnate con acqua calda, diventano rigide e crostose al tatto. Spesso cambiano colore virando verso il marroncino o il grigio.
- Regola d’oro: Non lavarle mai ad alte temperature prima di averle trattate, altrimenti le proteine si denaturano legandosi per sempre alle fibre del tessuto.
- Esempi tipici: Sangue, uovo, latte, gelato, sudore, residui di cibo o omogeneizzati.
derivano da pigmenti naturali presenti in piante, frutta o bevande.
- Hanno colori molto intensi e definiti (rosso, viola, marrone scuro, giallo acceso). Al tatto non cambiano la consistenza del tessuto (non sono né appiccicose né rigide), ma penetrano a fondo nelle fibre.
- Esempi tipici: Vino rosso, caffè, tè, frutta (ciliegie, mirtilli), erba, birra, salsa di soia.
sono causate da agenti esterni artificiali o prodotti chimici per il corpo.
- Spesso hanno un odore chimico pungente caratteristico. Possono appiccicare le fibre tra loro in modo permanente (come le colle) o scolorire direttamente il tessuto (come la candeggina).
- Esempi tipici: Inchiostro di penna o pennarello, vernice, colla, deodorante (le tipiche chiazze rigide e biancastre/giallastre sotto le ascelle), fango/terra